FONTE: NUTRIENTI e SUPPLEMENTI
La stipsi è un disturbo molto comune che può influire significativamente sulla qualità della vita. Per questo motivo, le biologhe nutrizioniste Carlotta Bolliri e Maria C. Macchione, insieme a Michela Barichella, medico specializzato in Scienze dell’Alimentazione, hanno elaborato una serie di dieci consigli pratici per contrastarla, nell’ambito delle attività dell’Associazione italiana parkinsoniani e della Fondazione Pezzoli per la malattia di Parkinson.
Il primo e fondamentale suggerimento riguarda l’idratazione: bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno è essenziale per mantenere le feci morbide e facilitarne il transito intestinale. L’acqua, infatti, rappresenta uno dei principali alleati contro la stipsi.
Un altro pilastro è rappresentato dall’assunzione di fibre. Inserire quotidianamente verdura, frutta, legumi e cereali integrali aiuta ad aumentare il volume delle feci e a stimolare la motilità intestinale.
Anche la colazione gioca un ruolo importante: consumare un pasto completo al mattino, includendo ad esempio yogurt, frutta e cereali integrali, può attivare il riflesso gastro-colico e favorire l’evacuazione.
Gli esperti consigliano inoltre di includere alimenti brodosi, soprattutto a cena. Minestre, passati e vellutate contribuiscono ad aumentare l’apporto di liquidi e a rendere più semplice il processo digestivo.
Non va trascurata l’importanza dell’olio extravergine di oliva, da utilizzare a crudo. Questo alimento svolge una funzione lubrificante naturale che può facilitare il transito intestinale.
Parallelamente, è utile limitare gli alimenti che possono peggiorare la stipsi, come quelli raffinati, i fast food e i cibi poveri di fibre. Anche alcuni alimenti come riso, carote cotte e mela cotta, se consumati in eccesso, possono avere un effetto astringente.
Un altro consiglio spesso sottovalutato riguarda il modo di mangiare: è importante farlo lentamente e masticare bene. Una digestione più graduale favorisce un migliore funzionamento dell’intestino.
L’attività fisica quotidiana è altrettanto fondamentale. Anche una semplice camminata di 30 minuti al giorno può stimolare la motilità intestinale e contribuire a prevenire la stipsi.
È inoltre importante non ignorare lo stimolo ad andare in bagno. Trattenere l’evacuazione può peggiorare il problema: è consigliabile ascoltare il proprio corpo e cercare di mantenere una certa regolarità negli orari.
Infine, se la stipsi persiste per più di due o tre settimane o si accompagna a dolore, è opportuno
consultare un medico o un nutrizionista. In alcuni casi, potrebbe essere necessario ricorrere a integratori o lassativi, sempre sotto supervisione professionale.
