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ALDOSTERONE: cos’è e a che cosa serve

FONTE: HUMANITAS

L’aldosterone è un ormone steroideo prodotto dalla zona glomerulosa della corteccia surrenalica. Il suo rilascio è regolato principalmente dal sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS), ma risente anche delle variazioni della potassiemia e dell’azione dell’adrenocorticotropina (ACTH).

Un’alterazione della sua produzione può dar luogo a un ampio spettro di manifestazioni cliniche, frequentemente associate a disordini pressori e squilibri elettrolitici.

Ne parliamo con il professor Andrea Lania, responsabile dell’Unità di Endocrinologia e Diabetologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Quali sono le funzioni dell’aldosterone?

L’aldosterone svolge un ruolo centrale nella regolazione del volume del liquido extracellulare e della pressione arteriosa, nel mantenimento dell’equilibrio sodio-potassio e nel controllo dell’omeostasi acido-base.

Pur non essendo coinvolto direttamente in tutte le funzioni endocrine del surrene, l’aldosterone si inserisce nel più ampio sistema ormonale che presiede alla risposta allo stress e alle malattie, allo sviluppo sessuale in età pediatrica, ai processi metabolici e all’utilizzo dei substrati energetici, alla regolazione della pressione arteriosa e del bilancio idrosalino, all’adattamento cardiovascolare in gravidanza e al controllo glicemico.

Aldosterone alto: le cause

L’iperaldosteronismo può avere cause primitive o secondarie. Tra le prime figurano l’adenoma surrenalico secernente aldosterone (adenoma di Conn) e l’iperplasia surrenalica bilaterale. Tra le cause secondarie si annoverano l’insufficienza cardiaca congestizia con attivazione cronica del RAAS, la cirrosi epatica, la sindrome di Bartter, l’uso prolungato di diuretici o lassativi, un apporto dietetico di sodio marcatamente ridotto e la terapia con antagonisti dei mineralcorticoidi, che può indurre una risposta compensatoria da parte del surrene.

L’aldosterone è un ormone steroideo prodotto dalla zona glomerulosa della corteccia surrenalica. Il suo rilascio è regolato principalmente dal sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS), ma risente anche delle variazioni della potassiemia e dell’azione dell’adrenocorticotropina (ACTH).

Un’alterazione della sua produzione può dar luogo a un ampio spettro di manifestazioni cliniche, frequentemente associate a disordini pressori e squilibri elettrolitici.

Ne parliamo con il professor Andrea Lania, responsabile dell’Unità di Endocrinologia e Diabetologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Quali sono le funzioni dell’aldosterone?

L’aldosterone svolge un ruolo centrale nella regolazione del volume del liquido extracellulare e della pressione arteriosa, nel mantenimento dell’equilibrio sodio-potassio e nel controllo dell’omeostasi acido-base.

Pur non essendo coinvolto direttamente in tutte le funzioni endocrine del surrene, l’aldosterone si inserisce nel più ampio sistema ormonale che presiede alla risposta allo stress e alle malattie, allo sviluppo sessuale in età pediatrica, ai processi metabolici e all’utilizzo dei substrati energetici, alla regolazione della pressione arteriosa e del bilancio idrosalino, all’adattamento cardiovascolare in gravidanza e al controllo glicemico.

Aldosterone alto: le cause

L’iperaldosteronismo può avere cause primitive o secondarie. Tra le prime figurano l’adenoma surrenalico secernente aldosterone (adenoma di Conn) e l’iperplasia surrenalica bilaterale. Tra le cause secondarie si annoverano l’insufficienza cardiaca congestizia con attivazione cronica del RAAS, la cirrosi epatica, la sindrome di Bartter, l’uso prolungato di diuretici o lassativi, un apporto dietetico di sodio marcatamente ridotto e la terapia con antagonisti dei mineralcorticoidi, che può indurre una risposta compensatoria da parte del surrene.

Aldosterone basso: i sintomi

L’ipoaldosteronismo si manifesta con segni e sintomi riconducibili alla perdita di sodio, alla ritenzione di potassio e all’ipovolemia. Le principali manifestazioni cliniche includono: 

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